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Squeeze page: cosa sono e come realizzarle con successo

Uno degli ambiti di maggior successo del web marketing è quello relativo all’ottenimento di contatti. Ottenere una lista di mail in modo naturale, formata da contatti interessati al prodotto o servizio che stiamo proponendo è particolarmente difficile. Prova ne sia l’inefficacia di quelle campagne di direct mail basate esclusivamente su contatti acquistati da database, e non sufficientemente profilati. La landing page progettata per costruire una lista di contatti si chiama squeeze page e ha lo scopo di fidelizzare il traffico, al fine di sottoporgli nel tempo prodotti e servizi collegati alla tematico cui si stanno abbonando. Tecnicamente, dunque, la squeeze page deve per forza prevedere un form di contatti per la sottoscrizione.

 

Quali sono le caratteristiche di una squeeze page di successo

Il termine squeeze identifica lo scopo della pagina, che è quella di comprimere il traffico e incanalarlo nella call-to-action specifica. Lo scopo è evidente: forzare la mano con sistemi persuasivi in un secondo momento. Essa deve possedere delle caratteristiche univoche, la principale è che non deve dare opzioni. O si sottoscrive o non si sottoscrive, non c’è una via di mezzo.

Il contenuto della pagina non deve mai distrarre dall’azione richiesta, che si esplica sotto forma di elementi indispensabili. È assolutamente inutile e pernicioso mettere immagini e video affascinanti, che distraggono dal form di contatto. Per fare in modo che ci sia una sottoscrizione gli esperti usano la tattica del giveaway. Il giveaway è un regalo che viene dato in modo gratuito e spontaneo in cambio della sottoscrizione.

Potrebbe essere per esempio un corso via mail relativo all’utilizzo di un particolare software o sito; lo scaricamento di un e-book con una guida o un manuale; una collezioni di elementi decorativi per il design e la pubblicità. Importante è che questo scaricamento segua la sottoscrizione via mail. Pertanto il messaggio dev’essere posto in modo da spingere l’utente a desiderare quel particolare regalo. Nessun utente darà gratuitamente la propria mail per leggere qualcosa subito, ma sarà disposto a farlo se sulla stessa casella riceverà qualcosa in omaggio. È la forza della reciprocità a spingerlo a comportarsi in questo modo, esattamente come succede in profumeria o al supermercato quando assaggiamo o proviamo dei “campioni”.

L’importanza del valore

Per realizzare una squeeze page di successo, dunque, dobbiamo catturare l’attenzione del visitatore con un valore. Essa può corrispondere a una forte esigenza informativa. Immaginate un utente che ha problemi col suo smartphone e cerca la soluzione in un blog specializzato. Se l’articolo lo informa a dovere, probabilmente si iscriverà alla newsletter. L’iscrizione può essere forzata tramite un pop-up provvisto di un form di contatti, che trasforma ogni pagina trafficata in una potenziale squeeze page. Il valore è indispensabile: dare qualcosa per ottenere in cambio l’indirizzo mail comporta che ci sia un impegno in background. Una buona squeeze page quindi non si regge solo sull’aspetto grafico, ma anche sulla sua capacità di convertire.

Posto che ciò è vero ci sono elementi grafici da considerare. Anzitutto il form non dev’essere troppo ricco di richieste. Ci sono casi di successo, di aumenti di tassi di conversione spettacolari, dovuti unicamente alla riduzione dei campi da compilare nel modulo di contatto. Inoltre conta anche la formula utilizzata nei bottoni. Ad esempio: scrivere INVIO nel modulo anziché “Spediscimi l’ebook gratis” significa perdere delle opportunità. Alle persone piacciono le conferme, soprattutto quando insistono sul concetto di gratuito.

Una splash page converte molto più che degli insulsi redirect o molteplici pop-up che si aprono a sorpresa. La splash page consente all’utente di scegliere se aderire all’offerta presentata col modulo oppure continuare a leggere, cosa che può fare semplicemente cliccando su un bottone sul quale ci potrebbe essere scritto “No, grazie, preferisco visitare il sito”. In questo modo gli stiamo dando la convinzione che è padrone delle proprie azioni e che non è vittima di un meccanismo pubblicitario che finirà per non dargli le informazioni che cerca.


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